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Etica. Parola vuota?

Creato Venerdì, 25 Giugno 2010 10:55 Data pubblicazione Visite: 1754

Categoria principale: Focus ON - Categoria: FOCUS_2010

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Etica: parola vuota?

Articolo liberamente tratto da ”Non si può fare tutto quello che si deve. Non si deve fare tutto quello che si può” di Gianfrancesco Padoan – ODCEC Vicenza – Pubblicato sulla Rivista PRESS edita dal CNDCEC.

Durante una lezione, il docente presentò un secchio vuoto agli allievi, i quali riconobbero che era proprio vuoto. Vi mise cinque grossi sassi, riempiendolo così fino all’orlo e chiese se era pieno.

La risposta fu un corale “si”. Allora egli sparse della ghiaia sopra i sassi, ancora fino all’orlo. Alla richiesta del docente gli allievi dissero che ora il secchio era proprio pieno. Egli vi aggiunse varie manciate di sabbia e ancora chiese se era pieno. Gli allievi risposero che questa volta era proprio completamente riempito. Allora il docente versò nel secchio dell’acqua, oltre mezzo litro, ancora fino all’orlo ed affermò: “ Ecco, ora il secchio è proprio pieno!”

Poi continuò chiedendo loro: “Se avessimo invertito l’ordine dei materiali, ci sarebbero stati lo stesso tutti?” La risposta fu, ovviamente un corale “no”. “Ecco, continuò il docente, il contenitore siamo noi, i cinque grossi sassi rappresentano i valori etici, che devono essere sempre anteposti a tutto, altrimenti non otterremo mai alcun risultato nella nostra vita”. Le pietre erano:

  • Etica: filosofia che studia i valori connessi all’agire umano e di conseguenza la relazione tra ciò che è bene e ciò che è male: etica professionale.
  • Morale: intima percezione di ciò che è bene e di ciò che è male. Anche secondo gli usi ed i costumi della società o del luogo: rispetto della morale.
  • Deontologia: trattazione dei doveri propri di determinate categorie, in genere professionali, quindi regole da rispettare: codice deontologico, con il principio di Ippocrate Primum, non nocere.
  • Preparazione: il rendersi pronti prima di operare.
  • Aggiornamento: il mantenersi informati giorno per giorno per poter meglio operare.

E’ un “pentagramma musicale” sul quale armonizzare il proprio agire professionale, nella quale l’Etica è la “chiave di violino”! (…)

Oggi il mercato offre di tutto: si può comprare il silenzio o la calunnia, titoli nobiliari, voti, donne e droga, ma anche false certificazioni a vario titolo e livello. Un generale meretricio, un’orgia perversa, in cui ognuno può, invasato ed ebbro, farsi largo a gomitate ed in fretta.

Un vecchio filosofo andava tutte le mattine al mercato e tornava, soddisfatto senza comprare nulla. Gli venne chiesto: “Ma perché vai al mercato se non compri mai nulla?” Rispose sorridendo: “Vado a vedere tutto quello di cui non ho bisogno”.

L’etica, la morale e la deontologia al mercato non si trovano ed è per questo che se ne sente tanto il bisogno.

  • Quanto condividete i pensieri sopra esposti?
  • E' possibile declinare quei cinque principi nel nostro/vostro agire professionale?
  • Ha ancora senso provare a farlo o è meglio seguire la corrente?